Architettura, acqua e
trasformazioni urbane nel cuore di Milano
La storia del luogo
La Salle de Bains nasce all’interno di un edificio razionalista degli anni Trenta, costruito durante la grande trasformazione urbanistica che ridisegnò l’area compresa tra via Larga, piazza Fontana e via San Clemente, nel cuore della Milano istituzionale.
L’edificio si inserisce nel linguaggio del razionalismo lombardo, ispirato alla monumentalità sobria e ordinata promossa da Marcello Piacentini, dove la forma architettonica diventa espressione di misura, proporzione e funzionalità.
Realizzato in ceppo lombardo, con una zoccolatura in porfido scuro lucidato, il complesso trasmette solidità e rigore attraverso volumi compatti, ampie superfici vetrate e un ritmo regolare di pieni e vuoti.
Un equilibrio che racconta la Milano degli anni Trenta: proiettata verso la modernità, ma ancora profondamente legata alla propria identità materiale e urbana.
Sotto queste stesse vie, duemila anni fa, scorreva il fiume Seveso, che alimentava un porto fluviale romano situato tra l’area del Bottonuto e via San Clemente.
Qui attraccavano piccole imbarcazioni che trasportavano merci lungo la Vettabbia, collegando Milano al Lambro, al Po e infine all’Adriatico. Era un punto in cui l’acqua incontrava la città, e la città si apriva al mondo.
Oggi, come allora, il flusso continua.
La Salle de Bains si inserisce in questo luogo come spazio di progetto e di relazione, dialogando con l’architettura che la ospita e con le altre realtà del design presenti nell’edificio, ciascuna portatrice di un proprio linguaggio, di una propria materia, di una propria visione.
In questo contesto, La Salle de Bains interpreta il bagno come parte di un racconto più ampio sull’abitare contemporaneo, dove storia, architettura e progetto si intrecciano.
Un luogo in cui la memoria dell’acqua riaffiora come ispirazione e il design diventa strumento di continuità tra passato e futuro.
